giovedì, 17 aprile 2014
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Città de la Cava, presto il cambio di denominazione. In D tornerà la Cavese

CAVA DEI TIRRENI (SA) – Pensa in grande dopo il trionfo di domenica. Raffaele Paolillo, che nel Cava è responsabile marketing ed è un dirigente influente, ha voluto fortemente il progetto grazie alle sue conoscenze, assistito dai vari Di Marino, Bisogno, Marzullo, Magliano ed Opramolla finché è rimasto in carica. Il trionfo della squadra nata 9 mesi fa si è avuto anche grazie a lui. «Il Cava è riuscito a farcela perché è un gruppo compatto – spiega Paolillo – con un allenatore come Mario Pietropinto che sa il fatto suo, capace di costruire la squadra e metterla in campo nel migliore dei modi. Anche ad Agrigento abbiamo visto che le sostituzioni sono state indovinate e nel calcio può essere determinante un cambio. Il mister è riuscito anche a tenere unito lo spogliatoio, nonostante la nostra squadra non avesse una città unita che la sostenesse». Ora nel futuro immediato del Cava c’è quello di riconquistare la gente e ciò sarà possibile grazie al cambio di denominazione. «Se la città ha voglia ancora di fare calcio, è il momento che ci si avvicini alla società, perché più di tanto non possiamo fare. Il primo passo che faremo sarà quello di chiedere il cambio di denominazione: Unione Sportiva Cavese 1394. Poi sarà la Federazione a Roma a valutare». Paolillo ha parlato in termini entusiastici di mister Pietropinto e della squadra, ma a chi gli chiede se meriteranno la riconferma, risponde così: «E’ presto per parlarne. Chi decide a livello tecnico ed organizzativo è la proprietà. Fino ad adesso la proprietà siamo stati io, Teresa Di Salvio, Magliano, Bartiromo, Di Marino e gli altri. Ma noi vogliamo essenzialmente che la Cavese faccia bene e che torni ai livelli che le competono. Fosse per me, dato che mister Pietropinto ha accettato questa avventura, è meritevole di tutto, perché è venuto a Cava quando non si sapeva nulla. E’ stata comunque un’annata molto intensa, non faccio del calcio la mia vita. Al momento devo riflettere, e non perché voglia essere pregato o altro, ma perché ho tolto tanto tempo alla famiglia ed alle altre cose. Prendersi tante responsabilità da solo non è facile, quindi ho bisogno di riposarmi e poi si vedrà». I tifosi, comunque, sperano nella costruzione di una grande squadra anche nel campionato di serie D.

La Città

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Categorie: News, Secondo Piano, Serie D

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